giovedì 2 marzo 2017

ISLANDA: LO STATO CRITICO DEL BARDARBUNGA - PRIMA PARTE


A inizio marzo una potente sequenza di scosse di terremoto a bassissima profondità ha coivoto l'area a nord della caldera di Bardarbunga.

Della oltre trentina di terremoti che hanno fatto tremare l'area le maggiori sono state di 3.5, 3.0, 3.4, 3.4, 2.3, 4.1 tutte collocate a una profondità inferiore al chilometro e a circa 100 metri sotto la superficie.
Altre scosse minori sono state collocate nella stessa area a profondità variabile tra 10 e 0 chilometri, l'impronta inconfondibile della massiccia presenza di un corpo di magma piuttosto voluminoso sotto l'area coperta dal ghiacciaio.La bassa profondità di questa maggioranza di terremoti, oltre a quelle più intense, indica che la pressione della massa magmatica è confinata a ormai scarsa profondità ma è incerto se il peso del ghiacciaio potrebbe influire sull'epicentro del prossimo centro eruttivo.

Dalla mappa elaborata si indicano le aree critiche dove piuttosto grosse intrusioni magmatiche negli ultimi anni hanno prodotto l'accumulo di importanti bacini magmatici nell'area circostante il complesso del Bardarbunga.La sovrapposizione di alcune immagini della presenza di terremoti tra il 2016-2017 indica dove stanno avvenendo le intrusioni magmatiche formando così uno schema di quale sarà la probabile area della prossima eruzione del vulcano.
L'area tra Askja e Holuraunn, sito della massiccia emissione di lava del periodo 2014-2015 ha manifestato nel corso del tempo numerosi sciami sismici legati ad un tasso di ricarica di quella che viene indicata con il termine "intrusione a diga."

Un'intrusione a diga è un'intrusione in una apertura trasversale tra altri strati o corpi di roccia pre-esistenti; questo implica che è sempre più giovane delle rocce che lo contengono.
Lo spessore può variare di molti metri, e le dimensioni laterali possono estendersi per parecchi chilometri come effettivamente sta avvenendo tra l'area del Bardarbunga e il vulcano Askja.
Durante la fase iniziale dell'eruzione del 2014-2015 il processo di fratturazione che ebbe luogo chiamato rifting, coinvolse un'area ben maggiore di quella che in seguito rimase limitata all'area vulcanica di Holuhraun, dove avvenne la maggiore emissione di lava dal 1783-84, quando avvenne l'eruzione di Laki-Grimsvotn, ma si estese in un'area molto più a nord di quella di Holuharun superando persino la caldera del vulcano Askja.
Di seguito alcune sequenze della fase sismica:


Alla fine un'importante eruzione si limitò a coinvolgere l'area di Holuhraun tuttavia la sua vicinanza con la caldera vulcanica di Askja e la ancora presente attività sismica nell'area mostrano la presenza di un tasso di ricarica abbastanza veloce, tanto da far pensare che il sistema magmatico del Bardarbunga e dell'area di Askja è connesso dallo stesso fenomeno che ha causato l'eruzione del 2014-2015.
In tempi recenti, ma già dal periodo che precedette l'eruzione del vulcano Bardarbunga il vulcano Askja ha manifestato un costante aumento dell'attività sismica legato all'aumento del volume del corpo magmatico in profondità.
Per esempio nel febbraio dello scorso anno l'attività sismica nell'area si è fatta particolarmente intensa a indicare che il magma sta aumentando in profondità.
Da marzo 2010 il vulcano Askja il vulcano sta avendo un'intensa attività sismica, ciò suggerisce che profonde intrusioni magmatiche stanno avvenendo nel sistema vulcano, vicino alla zona Dreka ed Herdubreid.

Herdubreid è un Tuya che si è formato durante l'ultima glaciazione.
Si tratta di un contendente per il titolo di essere il vulcano più bella del mondo; è certamente il più bel vulcano a Tuya.
Un Tuya è anche chiamato un vulcano a tavolo per la sua forma.
Nel 2007 uno sciame di 5.300 terremoti ha avuto luogo ad una profondità di 14 a 21 km sotto il vulcano Upptyppingar, questo sciame ha dopo che progredito lateralmente ad un angolo leggermente verso l'alto in direzione di questo vulcano.
Il tipo di terremoti erano terremoti causati dalla fratturazione della roccia a causa della massiccia presenza di un'abbondante corpo magmatico in profondità.
La persistenza di sciami successivi hanno dato ampi segnali di rintracciare questa intrusione quando si è spostata verso l'alto verso la superficie e tutti i segni finora hanno sottolineato una zona da Herðubreiðartögl a Herdubreid come la probabile ground zero per il sito di un eruzione.
Ci sono stati anche sciami minori che indicano nuove intrusioni nella zona.

Da ormai diversi anni la presenza di uno sciame sismico tra l'area di Herdubreid e Askja è rimasta costante anche dopo l'eruzione del Bardarbunga, con variazioni di intensità tra alti e bassi, ma lo sciame sismico è onnipresente da ormai diverso tempo.
Tale conclusione porta al fatto che in quest'area, legata al rifting di Holuhraun si potrebbe ormai essere accumulato un bacino magmatico di dimensioni sufficienti che nel corso della prossima eruzione si potrebbe avere un'eruzione effusiva (si tratta di magma basaltico) con un'importo maggiore dell'eruzione del Bardarbunga del 2014-2015.
Nel frattempo se anche l'area di Holuraun mantiene costante il tasso di ricarica degli ultimi tempi è possibile che si formi una nuova eruzione nella stessa area o addirittura coinvolgendo la zona di Askja, nulla tuttavia di catastrofico dal momento che lo stile eruttivo sarebbe uguale a quello dell'ultima eruzione.
Se invece il sito della prossima eruzione avvenisse nell'area del lago vulcanico si avrebbe una serie di violente eruzioni freato-magmatiche con colonne di cenere in grado di raggiungere i dieci chilometri di altezza a causa dell'interazione tra il magma basaltico (1200 C°) e l'acqua del lago.
Il fenomeno tuttavia avrebbe poca durata vista la limitata presenza di acqua nella caldera.
Ci spostiamo ora nell'area più a sud del cerchio Holuhraun-Askja fino a concentrare la nostra attenzione sull'area più a sud del bordo, dove anche qui si è manifestato nel corso degli ultimi anni l'accumulo di un'importante presenza di magma direttamente sotto il ghiacciaio del Vatnajokull.

La presenza di un'intenso sciame sismico appena est del Bardarbunga nel corso degli anni fa comprendere che in quest'area si sta formando un nuovo accumulo di magma abbastanza consistente.
La profondità di questi terremoti è tra i 10 e i 20 chilometri.
Poco si sa di ques'area, ma se si trattasse effettivamente di un sito per una prossima eruzione questo significa che si tradurrebbe in una massiccia emissione di cenere legata all'interazione tra il magma e l'acqua da disgelo derivante dal ghiacciaio, per non parlare successivamente delle inondazioni glaciali che ne deriverebbero.
Ci spostiamo ora nell'area più critica che comprende un cerchio che va dalla caldera di Bardarbunga all'area denominata Trölladyngja.
La caldera del Bardarbunga dopo il suo sprofondamento a causa dell'abbassamento della massa di magma sottostante durante l'eruzione 2014-2015 (oltre trenta metri) è considerata un'area critica, in quanto dopo la rinnovata presenza di un nuovo aumento della massa magmatica all'interno dello stesso Bardarbunga, ha segnalato nel corso degli ultimi anni come lungo i bordi un'acuta attività sismica accompagnata anche dalla formazione di calderoni di acqua da disgelo glaciale, un fenomeno connesso con un'aumento dell'attività idrotermale nell'area.
Durante l'elevata attività sismica durata mesi con scosse di magnitudo tra 3.0 e 5.0 avvenuta in tutto il complesso del vulcano nel periodo 2014-2015 il sistema vulcanico con elevata probabilità è diventato altamente instabile accompagnato dalla formazione di numerose fratture non visibili in quanto l'area è coperta da parecchi metri dal ghiacciaio del Vatnajokull.
Un possibile grande afflusso di acqua da disgelo che raggiungesse il sistema magmatico interno del vulcano determinerebbe un catastrofico aumento della pressione di entità tale da produrre una violenta eruzione freatomagmatica su una vasta area, la quale a sua volta determinerebbe un'ancora maggiore afflusso di acqua da disgelo e un maggior numero di eruzioni a carattere esplosivo.
La quantità di cenere emessa da una simile eruzione sarebbe tale da raggiungere l'atmosfera a influire sul sistema climatico, senza calcolare la portata delle inondazioni da fusione glaciale quando raggiungessero la costa.
Questa è una probabilità finora remota che tuttavia se anche avenisse non coinvolgerebbe insediamenti umani, assenti nell'area, ma sarebbe un'eruzione di classe VEI-6.
Finora le recenti scosse di terremoto tuttavia legate all'aumento del volume di magma interno indicano che la camera magmatica del Bardarbunga si è spostata più a nord, lungo il bordo della caldera a causa del recente collasso del 2014-15.

Più a sud, al limite del ghiacciaio un'altra area che ha indicato un'importante accumulo magmatico negli ultimi anni è stata l'area denominata Trölladyngja.
Fin dal giugno 2013 l'area ha manifestato terremoti profondi ad una profondità normalmente associati con il movimento magmatico.

Essi potrebbero essere associati sia con il movimento di magma fino in una camera profonda.

Nel novembre 2015 altri terremoti profondi si sono svolta non lontano da Trölladyngja, questo indica che anche in quest'area sta avvenendo un'importante accumulo di magma, anche se finora è impossibile sapere se si tardurrà in un'eruzione oppure rimarrà confinato per un periodo più lungo.
Nella seconda parte sarà trattata la relazione possibile tra il vulcano Bardarbunga, Hamariin e Grimsvotn, anche qui aree di grande instabilità.






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