giovedì 5 gennaio 2017

ISLANDA: POTENTE SEQUENZA SISMICA SCUOTE TRE VULCANI


Il vulcano Hengill si trova nel sud-ovest dell'Islanda, a sud di Thingvellir. Il vulcano si estende su una superficie di circa 100 km².
Il vulcano è ancora attivo, testimoniano le sue numerose sorgenti termali e fumarole, ma l'ultima eruzione avvenuta circa 2000 anni fa.
Hengill è stato oggetto di un'intensa attività sismica nel 1994-2000, quando più di 80.000 terremoti sono stati registrati nel vulcano e dintorni.
Oltre 80.000 piccoli terremoti si sono verificati presso il vulcano tra il 1994 e il 1998.
La maggior parte della sismicità e della deformazione si è conclusa dopo due terremoti M 6.6 terremoti nel sud dell'Islanda, nel giugno 2000.
Durante il 4 gennaio 2017 un'altra intensa sequenza sismica con oltre una sessantina di scosse è avvenuta nella regione con una più potente scossa di magnitudo 3.7 ad una profondità si soli 3 chilometri.

L'origine delle scosse è probabilmente di origine magmatica ma nulla lascia finora supporre che il vulcano si stia preparando per una prossima eruzione esplosiva, lo stile eruttivo è tipicamente effusivo di conseguenza non essendoci aree abitate nei dintorni eccetto un'importante stazione geotermica non vi sono rischi per la popolazione.

Il Katla nonostante si tratti di un vulcano che negli ultimi mesi, in particolare dall'estate 2016, ha manifestato importanti terremoti e aumento dell'attività geotermica sotto il ghiacciaio non sembra ancora maturo per un'importante eruzione, nonostante la bassa profondità degli ultimi terremoti.
Almeno una trentina di scosse di terremoto ha segnato il settore ovest della caldera ad una profondità di 0 chilometri.

Il dubbio potrebbe essere che a quella profondità a causare la scosse di terremoto potrebbero facilmente essere esplosioni geotermali, o più probabilmente l'acqua del ghiacciaio che sciogliendosi a contatto con le rocce più calde in profondità causa dei cambiamenti di pressione.

Il Bardarbunga possiamo considerarlo il vulcano più importante in quanto dopo l'eruzione nei mesi 2014-2015 il suo livello di inflazione all'interno della caldera ha ricominciato con un ritmo piuttosto rapido, segno che si tratta di un'importante quanto rapida risalita e accumulo di magma all'interno della struttura vulcanica.

Le camere magmatiche possono essere considerate in tutti i vulcani una sorta di giganteschi laghi di magma che accumulandosi nel tempo all'interno di un vulcano o nella crosta terrestre quando raggiungono il livello di tracimazione oppure il loro limite di capienza sfogano la pressione dei gas all'esterno causando quello che già conosciamo.
Meno di una decina di scosse sono avvenute nell'area del Bardarbunga, tuttavia la più importante era di magnitudo 3.7 ad una profondità di soli 3.9 chilometri.
Il pericolo più grande potrebbe essere determinato dal fatto che se una frattura eruttiva si apre sotto il ghiacciaio l'effetto prevedibile sarebbe un'enorme quantità di acqua glaciale che inonderebbe vaste aree a sud del ghiacciaio Vatnajokull, oltre a possibili eruzioni esplosive freatomagmatiche che comunque sarebbero di breve durata.



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