martedì 24 gennaio 2017

ISLANDA: L'ATTIVITA' SISMICA DEL VULCANO KATLA CONTINUA AD AUMENTARE


Dopo l'importante e intensa sequenza di terremoti del 23 gennaio, l'attività sismica sulla sommità del Katla ha leggermente rallentato per poi intensifricarsi nelle dodici ore successive del 24 gennaio con ulteriori due potenti scosse di terremoto di magnitudo 3.3 e 3.1 sempre collocate ad una profondità di soli 100 metri sotto la sommità superficiale del vulcano ed estendendosi dall'area centrale all'area orientale della sommità del vulcano.

Questi terremoti avvengono nelle medesime aree dove negli ultimi mesi l'attività sismica aveva formato una sorta di linea retta che tagliava a metà la caldera, segno evidente di una profonda fratturazione della roccia a causa della crescente massa magmatica interna e ovviamente anche nelle stesse regioni che già ad agosto avevano manifestato scosse di terremoto di magnitudo superiore a 3.0.
Queste forti scosse di terremoto sono più probabilmente causate dalla massa di magma accumulata che ormai negli ultimi anni deve aver guadagnato una pressione sufficiente a superare quella della massa di roccia stratificata che lo trattiene all'interno del vulcano.
Vista la crescente ed evidente attività sismica di origine magmatica viene da chiedersi perchè le stazioni GPS nel breve termine registrino poca o scarsa deformazione.
Sul lungo termine, nel corso degli anni si ha la conferma che il Katla ha manifestato una chiara tendenza al sollevamento.
Dal 1999 c'è stato un lento ma costante sollevamento, aumento dell'attività sismica e una maggiore attività geotermica nella caldera del Katla.
Questi sono considerati indicatori a lungo termine e l'insorgenza di magma sta accumulando sotto il Katla.
Si ritiene che il periodo di tempo dei terremoti per avviarsi può essere una periodo da un'ora a un giorno.
Nel breve termine tuttavia le stazioni GPS in corrispondenza con questa potente attività sismica non registrano alcuna significativa traccia di deformazione pre-eruzione sulla sommit
Si veda qui e qui.Forse la spiegazione è piuttosto semplice.
Nel corso degli anni l'attività geotermica sotto la superficie del ghiacciaio ha continuato ad aumentare producendo un'aumento dello scioglimento della calotta glaciale che ricopriva la sommità del vulcano, dopo questo costante aumento dello scioglimento glaciale si sono formate delle cavità tanto profonde da portare allo sprofondamento e collasso della massa glaciale in superficie.
Lo spessore medio della massa glaciale sopra la sommità di Katla è tra i 200 e i 400 metri, tuttavia sono anni che il ritiro della massa glaciale avviene sia dai lati sia dal basso, di conseguenza quello che potrebbe essersi formato sotto il ghiacciaio del vulcano Katla altro non dovrebbe essere che un gigantesco sistema di caverne subglaciali formate dallo scioglimento e dello scorrere dell'acqua formatasi dalla fusione glaciale.
Una foto esempio la possiamo trovare qui sotto.

Se la calotta glaciale del Mýrdalsjökull in realtà fosse cava, nella parte sottostante, i rilevamenti GPS sulla deformazione della caldera difficilmente registrerebbero segnali dettagliati in superficie, se la massa sottostante fosse piena di cavità di origine geotermale.
Naturalmente si tratta di un'ipotesi, ma i fenomeni delle caverne subglaciali di origine geotermica sono piuttosto diffusi sia in Islanda sia in Kamchatka.


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