giovedì 19 gennaio 2017

SUD ITALIA IRREQUIETO: TERREMOTI, NEVICATE SECOLARI E LAGHI VULCANICI



Dall'agosto 2016 una sequenza di forti scosse sismiche sta creando non pochi disagi nell'Italia centrale.
Un terremoto di magnitudo 6.2 ha colpito Italia centrale il 24 agosto 2016.
Il suo epicentro era vicino a Accumoli, con il suo ipocentro ad una profondità di 4 ± 1 km, circa 75 km (47 mi) a sud est di Perugia e 45 km (28 miglia) a nord di L'Aquila, in una zona vicino ai confini delle regioni Umbria, Lazio, Abruzzo e Marche.

I primi rapporti indicavano gravi danni nella città di Amatrice, vicino all'epicentro, e in Accumoli e Pescara del Tronto.
Sergio Pirozzi, il sindaco di Amatrice, ha dichiarato che "Amatrice non è più qui, la metà della città è distrutta."
Foto della distruzione raffigurano un enorme cumulo di macerie nel centro della città con poche strutture ancora in piedi in periferia.
E 'anche il costo di una perdita economica stimata tra $ 1 miliardo di dollari e $ 11 miliardi di dollari.

Ingenti quindi i danni e chiaramente molte persone che avevano perso la casa sono state trasferite sulla costa.
Un'altra scossa di magnitudo 6.1 di terremoto da intraplacca ha colpito l'Italia a 3 km (1,9 miglia) ad ovest di Visso, il 26 ottobre alle 21:18 ora locale.
Il terremoto, inizialmente considerato una scossa di assestamento del terremoto di magnitudo 6.2 nel mese di agosto, ha colpito circa 30 chilometri (19 miglia) a nord-ovest del terremoto di agosto.
La protezione civile, però, ha stimato le conseguenze meno drammatico di quanto temuto.
Il 30 ottobre, un'altro terremoto più grande della scossa del 24 agosto ha colpito Norcia con un terremoto di magnitudo 6.6.
Chiaramente questa sequenza di terremoti ha attivato il movimento di più faglie che a loro volta potrebbero innescare un'effetto a catena finchè lo stress accumulato nell'area non si placa.
Il terzo sisma quello 30 ottobre è stato il più grande d'Italia in 36 anni, dal terremoto dell'Irpinia nel 1980.
Notizie e social media hanno mostrato per primi gravi danni ad alcune strutture.
Il paese di Arquata del Tronto è stato distrutto così come la Basilica di San Benedetto a Norcia.
Terremoti si sono verificati in un gap sismico che si trova tra le zone colpite dal terremoto di agosto 2016 e quello in Umbria e Marche del 1997.
Come il processo di fagliazione lungo la catena degli Appennini è relativamente recente in termini geologici, a partire da 500.000 anni fa, i difetti sono più irregolari, e maggiore agitazione si verifica a causa di altri terremoti secondo il sismologo Ross Stein presso la Stanford University. In questo caso la scossa distruttiva deò 26 ottobre è stata preceduta da uno sciame sismico di due ore, portando la gente a lasciare le loro case ed essere più sicuri quando si è verificato lo shock più grande.

Una nuova serie di quattro grandi terremoti ha colpito nuovamente il 17 gennaioo l'Italia Centrale tra Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria il 18 gennaio 2017.
Nello stesso periodo, l'area è stata colpita da una forte ondata di freddo dove abbondanti nevicate hanno sepolto il paesaggio montano della regione sotto uno strato di neve spesso da uno a due metri se non di più, una combinazione di fenomeni piuttosto insolita che ha portato ad un'emergenza per i numerosi sfollati nell'area non pochi problemi, trovandosi a combattere tra abbondanti nevicate e forti scosse di assestamento.
L'INGV ha recentemente dichiarato che un simile evolversi della situazione sismica non era mai stato osservato in precedenza.
Era da circa 300 anni che non si registrava un sisma nell'area vicina a dove sono avvenute le nuove scosse, che ha visto coinvolta la faglia del sistema di faglie dei Monti della Laga, il cui settore più settentrionale si è attivato con l'evento del 24 agosto. "Il terremoto storico più prossimo alla zona -riferisce l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia- è quello del 2 febbraio 1703 di magnitudo Mw 6.7, ma i dati geologici disponibili indicano che questo evento sarebbe avvenuto sulle faglie più occidentali come ad esempio Pizzoli e Monte Marine".
Nel frattempo durante la serata del 18 gennaio, l'hotel Rigopiano nel Gran Sasso nei pressi di Farindola in Abruzzo è stato colpito da una valanga, probabilmente causata dai terremoti.
Circa 30 ospiti e il personale erano nell'hotel, al momento poco si sa al riguardo.

Quasi ogni giorno, eccetto una breve parentesi, ci sono state nevicate.
Ma quelle in atto anche oggi, che durano da giorni, hanno una rilevanza storica, con tempi di ritorno difficilmente definibili.
Oramai gli spazzaneve non sono sufficienti per aprire i varchi nelle strade, servono le turbine. Manca l’energia elettrica.
Nella foto, il paesino di Salle, posto nel versante orientale appenninico, a circa 400 metri di quota, dove l’altezza del manto nevoso è incredibile.
Alcuni video sono eloquenti, circa la situazione meteo.


E' difficile stabilire come evolverà la situazione ma un fatto è certo, le scosse di assestamento potrebbero durare settimane, quindi da questo punto di vista la situazione è in continua evoluzione.
Qualcosa di interessante sta avvenendo tuttavia non solo nelle aree del terremoto ma piuttosto anche in alcuni laghi vulcanici.

Dopo la scoperta di pesci morti il 6 gennaio al lago Averno, nel settore settentrionale della caldera dei Campi Flegrei, è nel lago Monticchio Piccolo del vulcano Vulture nel sud Italia che ha cambiato colore sul fine settimana del 14-15 Gennaio: passando al color ruggine, a differenza del suo vicino di casa, il Monticchio Grande, che ha conservato il solito colore blu scuro.

Nonostante l'instabilità che segna i Campi Flegrei, la morte di pesci nel Lago d'Averno può essere spiegata da una inversione termica del lago e una miscela di strati profondi anossiche con le acque di superficie ricche di ossigeno. Eventi simili si sono svolti in questo lago, ancora in inverno, nel 2002, 2003 e 2005.

Per i due laghi di Monticchio, che si trova più a sud, un inverno eccezionalmente freddo potrebbe aver favorito l'inversione delle acque del piccolo lago: il colore ruggine delle acque è probabilmente causato dall'ossidazione del ferro delle acque profonde trasportata verso la superficie durante.
Anche se dannosi per i pesci, le inversioni dei due laghi italiani a gennaio 2017 non sono così preoccupanti, in quanto vanno di pari passo con un dolce rilascio di gas dalle acque profonde, anidride carbonica e metano, che non porta ad un accumulo di pressione fino alla sovrasaturazione e uno scarico più esplosivo.
Inoltre, i laghi italiani sono più piccoli e meno profondi, assorbono quindi meno quantità di gas che i camerunesi "laghi assassini" come Nyos nel 1986.
Per quanto riguarda invece il lago Aveno, la sarebbe dovuta alla presenza di solfuro di idrogeno in acqua che proviene dalla attività vulcanica sotto la superficie dell'acqua - emissione di soffioni che rilasciano forte odore di zolfo.































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