venerdì 3 marzo 2017

LO STATO CRITICO DEL BARDARBUNGA - SECONDA PARTE


Nella prima parte abbiamo focalizzato la nostra attenzione sull'esteso vulcanismo che connette l'area del Bardarbunga con altre aree più a nord come Askja e abbiamo concentrato la nostra attenzione nei punti nella quale la rinnovata presenza di imponenti accumuli magmatici derivanti dalle note intrusioni a diga e dalle comuni camere magmatiche hanno una maggiore probabilità di produrre importanti eruzioni di intensità e talvolta anche durata maggiore o simile a quella dell'eruzione di Holuhraun del 2014-2015.

La nostra attenzione stavolta si sposta a sud del Bardarbunga, dove l'area del vulcano Loki-Fögrufjöll-Hamarinn si rischia ancora maggiormente la formazione di un nuovo sito eruttivo collocato stavolta direttamente sotto il ghiacciaio.
Il Loki-Fögrufjöll è un vulcano in Islanda situato sul bordo occidentale del Vatnajökull e appartenente al sistema vulcanico Bárðarbunga la cui caldera principale si trova nord-est.Nel corso dei recenti anni e anche poco prima dell'eruzione del vulcano Bardarbunga, estesi sciami sismici nell'area meridionale del Vatnajokull e direttamente nel settore di
Loki-Fögrufjöll-Hamarinn hanno evidenziato come in un'estesa area sotto il ghiacciaio imponenti intrusioni magmatiche stiano avendo luogo in profondità sotto il vulcano.
La sequenza di immagini successiva rappresenta i principali sciami di terremoti che hanno coinvolto l'area:

La presenza di questa intensa attività sismica nell'area nel corso degli anni indica che il sistema del vulcano ha accumulato nel corso degli anni un bacino magmatico di dimensioni sufficienti a rivaleggiare con quello del vulcano Bardarbunga, la presenza di ulteriori sciami e scosse minori nel corso degli anni evidenzia semplicemente che i processi che accompagnano la formazione e l'aumento del volume della camera magmatica sono ancora in atto, nonostante il vulcano non sia molto noto per la sua pericolosità.
Dopo l'ultima imponente inondazione glaciale del 2016 è chiaro che l'attività idrotermale dei calderoni Skaftárkatlar sta aumentando e le aree idrotermali stanno crescendo in dimensioni.
Ciò significa che c'è più energia che fluisce nei sistemi idrotermali e l'unico modo che spieghi tutto ciò l'afflusso di nuove masse magmatiche all'interno del vulcano.
Questo sviluppo è preoccupante, sia nel breve e lungo termine. Questo aumenta il rischio di minore eruzione del vulcano Loki-Fögrufjöll notevole, a mio avviso. Rischio di grande eruzione in Loki-Fögrufjöll vulcano è anche aumentato. Ultima eruzione in Loki-Fögrufjöll vulcano che era grande ha avuto luogo nel 1910 e durò da giugno a ottobre dello stesso anno.
Dal momento che questo vulcano è connesso con il vulcano Bardarbunga è incerto se possa essere parte del processo di rifting che ha coinvolto quest'ultimo nel periodo 2014-2015 durante l'eruzione di Holuhraun, tuttavia vista la notevole quantità di sciami di terremoti legati a nuove intrusioni magmatiche nel corso degli anni il potenziale di una nuova fase eruttiva al di sotto della calotta glaciale sarebbe molto violenta a causa dell'interazione tra magma e la base del ghiacciaio, la cui massiccia fusione del ghiacciaio produrrebbe una lunga sequenza di eruzioni freatomagmatiche con violente esplosioni e massiccia emissione di cenere che si propagherebbe anche a grandi distanze.
Esiste anche un'altro rischio legato all'area del vulcano Hamariin, Bardarbunga e Grimsvotn.

Il 05 luglio 2016 un terremoto di magnitudo 3.4 ha avuto luogo trai vulcani Bárðarbunga, Grímsfjall (e Loki-Fögrufjöll).
L'area interessata comprende l'area orientale dove sciami di terremoto legati ai processi magmatici del vulcano Hamariin hanno luogo giò dagli anni novanta, tuttavia quello che preoccupa è la possibilità che le camere magmatiche possano entrare in interazione con quella del vulcano Grimsvotn.

Questo terremoto suggerisce che una complicazione è sulla strada.
La domanda qui è se una interazione tra Bárðarbunga e Grímsvotn vulcano è sulla strada.
Dal momento che entrambi i vulcani si stanno preparando per una eruzione.
Nella peggiore delle ipotesi un'intrusione a diga dal Bárðarbunga potrebbe unirsi al vulcano.
Un risultato di uno di tali eventi è piuttosto un'eruzione catastrofica, anche se solo per un breve periodo di tempo, tuttavia i processi magmatici che stanno legando questi tre apparati vulcanici (due dei quali connessi) potrebbe innescare una fase eruttiva simile a quella del 1783 dell'ormai nota eruzione di Laki-Grimsvotn.
A distanza della sua ultima eruzione del 2014-15 il Bardarbunga possiede ancora il potenziale di produrre grandi eruzioni sia nell'area settentrionale (Holuhraun-Askja) sia dell'area meridionale (Loki-Fögrufjöll-Hamarinn), entrambe le aree come il sistema centrale stanno manifestando la presenza di un'elevato tasso di ricarica magmatica candidandosi per una nuova fase eruttiva legata ai processi del vulcano.





giovedì 2 marzo 2017

ISLANDA: LO STATO CRITICO DEL BARDARBUNGA - PRIMA PARTE


A inizio marzo una potente sequenza di scosse di terremoto a bassissima profondità ha coivoto l'area a nord della caldera di Bardarbunga.

Della oltre trentina di terremoti che hanno fatto tremare l'area le maggiori sono state di 3.5, 3.0, 3.4, 3.4, 2.3, 4.1 tutte collocate a una profondità inferiore al chilometro e a circa 100 metri sotto la superficie.
Altre scosse minori sono state collocate nella stessa area a profondità variabile tra 10 e 0 chilometri, l'impronta inconfondibile della massiccia presenza di un corpo di magma piuttosto voluminoso sotto l'area coperta dal ghiacciaio.La bassa profondità di questa maggioranza di terremoti, oltre a quelle più intense, indica che la pressione della massa magmatica è confinata a ormai scarsa profondità ma è incerto se il peso del ghiacciaio potrebbe influire sull'epicentro del prossimo centro eruttivo.

Dalla mappa elaborata si indicano le aree critiche dove piuttosto grosse intrusioni magmatiche negli ultimi anni hanno prodotto l'accumulo di importanti bacini magmatici nell'area circostante il complesso del Bardarbunga.La sovrapposizione di alcune immagini della presenza di terremoti tra il 2016-2017 indica dove stanno avvenendo le intrusioni magmatiche formando così uno schema di quale sarà la probabile area della prossima eruzione del vulcano.
L'area tra Askja e Holuraunn, sito della massiccia emissione di lava del periodo 2014-2015 ha manifestato nel corso del tempo numerosi sciami sismici legati ad un tasso di ricarica di quella che viene indicata con il termine "intrusione a diga."

Un'intrusione a diga è un'intrusione in una apertura trasversale tra altri strati o corpi di roccia pre-esistenti; questo implica che è sempre più giovane delle rocce che lo contengono.
Lo spessore può variare di molti metri, e le dimensioni laterali possono estendersi per parecchi chilometri come effettivamente sta avvenendo tra l'area del Bardarbunga e il vulcano Askja.
Durante la fase iniziale dell'eruzione del 2014-2015 il processo di fratturazione che ebbe luogo chiamato rifting, coinvolse un'area ben maggiore di quella che in seguito rimase limitata all'area vulcanica di Holuhraun, dove avvenne la maggiore emissione di lava dal 1783-84, quando avvenne l'eruzione di Laki-Grimsvotn, ma si estese in un'area molto più a nord di quella di Holuharun superando persino la caldera del vulcano Askja.
Di seguito alcune sequenze della fase sismica:


Alla fine un'importante eruzione si limitò a coinvolgere l'area di Holuhraun tuttavia la sua vicinanza con la caldera vulcanica di Askja e la ancora presente attività sismica nell'area mostrano la presenza di un tasso di ricarica abbastanza veloce, tanto da far pensare che il sistema magmatico del Bardarbunga e dell'area di Askja è connesso dallo stesso fenomeno che ha causato l'eruzione del 2014-2015.
In tempi recenti, ma già dal periodo che precedette l'eruzione del vulcano Bardarbunga il vulcano Askja ha manifestato un costante aumento dell'attività sismica legato all'aumento del volume del corpo magmatico in profondità.
Per esempio nel febbraio dello scorso anno l'attività sismica nell'area si è fatta particolarmente intensa a indicare che il magma sta aumentando in profondità.
Da marzo 2010 il vulcano Askja il vulcano sta avendo un'intensa attività sismica, ciò suggerisce che profonde intrusioni magmatiche stanno avvenendo nel sistema vulcano, vicino alla zona Dreka ed Herdubreid.

Herdubreid è un Tuya che si è formato durante l'ultima glaciazione.
Si tratta di un contendente per il titolo di essere il vulcano più bella del mondo; è certamente il più bel vulcano a Tuya.
Un Tuya è anche chiamato un vulcano a tavolo per la sua forma.
Nel 2007 uno sciame di 5.300 terremoti ha avuto luogo ad una profondità di 14 a 21 km sotto il vulcano Upptyppingar, questo sciame ha dopo che progredito lateralmente ad un angolo leggermente verso l'alto in direzione di questo vulcano.
Il tipo di terremoti erano terremoti causati dalla fratturazione della roccia a causa della massiccia presenza di un'abbondante corpo magmatico in profondità.
La persistenza di sciami successivi hanno dato ampi segnali di rintracciare questa intrusione quando si è spostata verso l'alto verso la superficie e tutti i segni finora hanno sottolineato una zona da Herðubreiðartögl a Herdubreid come la probabile ground zero per il sito di un eruzione.
Ci sono stati anche sciami minori che indicano nuove intrusioni nella zona.

Da ormai diversi anni la presenza di uno sciame sismico tra l'area di Herdubreid e Askja è rimasta costante anche dopo l'eruzione del Bardarbunga, con variazioni di intensità tra alti e bassi, ma lo sciame sismico è onnipresente da ormai diverso tempo.
Tale conclusione porta al fatto che in quest'area, legata al rifting di Holuhraun si potrebbe ormai essere accumulato un bacino magmatico di dimensioni sufficienti che nel corso della prossima eruzione si potrebbe avere un'eruzione effusiva (si tratta di magma basaltico) con un'importo maggiore dell'eruzione del Bardarbunga del 2014-2015.
Nel frattempo se anche l'area di Holuraun mantiene costante il tasso di ricarica degli ultimi tempi è possibile che si formi una nuova eruzione nella stessa area o addirittura coinvolgendo la zona di Askja, nulla tuttavia di catastrofico dal momento che lo stile eruttivo sarebbe uguale a quello dell'ultima eruzione.
Se invece il sito della prossima eruzione avvenisse nell'area del lago vulcanico si avrebbe una serie di violente eruzioni freato-magmatiche con colonne di cenere in grado di raggiungere i dieci chilometri di altezza a causa dell'interazione tra il magma basaltico (1200 C°) e l'acqua del lago.
Il fenomeno tuttavia avrebbe poca durata vista la limitata presenza di acqua nella caldera.
Ci spostiamo ora nell'area più a sud del cerchio Holuhraun-Askja fino a concentrare la nostra attenzione sull'area più a sud del bordo, dove anche qui si è manifestato nel corso degli ultimi anni l'accumulo di un'importante presenza di magma direttamente sotto il ghiacciaio del Vatnajokull.

La presenza di un'intenso sciame sismico appena est del Bardarbunga nel corso degli anni fa comprendere che in quest'area si sta formando un nuovo accumulo di magma abbastanza consistente.
La profondità di questi terremoti è tra i 10 e i 20 chilometri.
Poco si sa di ques'area, ma se si trattasse effettivamente di un sito per una prossima eruzione questo significa che si tradurrebbe in una massiccia emissione di cenere legata all'interazione tra il magma e l'acqua da disgelo derivante dal ghiacciaio, per non parlare successivamente delle inondazioni glaciali che ne deriverebbero.
Ci spostiamo ora nell'area più critica che comprende un cerchio che va dalla caldera di Bardarbunga all'area denominata Trölladyngja.
La caldera del Bardarbunga dopo il suo sprofondamento a causa dell'abbassamento della massa di magma sottostante durante l'eruzione 2014-2015 (oltre trenta metri) è considerata un'area critica, in quanto dopo la rinnovata presenza di un nuovo aumento della massa magmatica all'interno dello stesso Bardarbunga, ha segnalato nel corso degli ultimi anni come lungo i bordi un'acuta attività sismica accompagnata anche dalla formazione di calderoni di acqua da disgelo glaciale, un fenomeno connesso con un'aumento dell'attività idrotermale nell'area.
Durante l'elevata attività sismica durata mesi con scosse di magnitudo tra 3.0 e 5.0 avvenuta in tutto il complesso del vulcano nel periodo 2014-2015 il sistema vulcanico con elevata probabilità è diventato altamente instabile accompagnato dalla formazione di numerose fratture non visibili in quanto l'area è coperta da parecchi metri dal ghiacciaio del Vatnajokull.
Un possibile grande afflusso di acqua da disgelo che raggiungesse il sistema magmatico interno del vulcano determinerebbe un catastrofico aumento della pressione di entità tale da produrre una violenta eruzione freatomagmatica su una vasta area, la quale a sua volta determinerebbe un'ancora maggiore afflusso di acqua da disgelo e un maggior numero di eruzioni a carattere esplosivo.
La quantità di cenere emessa da una simile eruzione sarebbe tale da raggiungere l'atmosfera a influire sul sistema climatico, senza calcolare la portata delle inondazioni da fusione glaciale quando raggiungessero la costa.
Questa è una probabilità finora remota che tuttavia se anche avenisse non coinvolgerebbe insediamenti umani, assenti nell'area, ma sarebbe un'eruzione di classe VEI-6.
Finora le recenti scosse di terremoto tuttavia legate all'aumento del volume di magma interno indicano che la camera magmatica del Bardarbunga si è spostata più a nord, lungo il bordo della caldera a causa del recente collasso del 2014-15.

Più a sud, al limite del ghiacciaio un'altra area che ha indicato un'importante accumulo magmatico negli ultimi anni è stata l'area denominata Trölladyngja.
Fin dal giugno 2013 l'area ha manifestato terremoti profondi ad una profondità normalmente associati con il movimento magmatico.

Essi potrebbero essere associati sia con il movimento di magma fino in una camera profonda.

Nel novembre 2015 altri terremoti profondi si sono svolta non lontano da Trölladyngja, questo indica che anche in quest'area sta avvenendo un'importante accumulo di magma, anche se finora è impossibile sapere se si tardurrà in un'eruzione oppure rimarrà confinato per un periodo più lungo.
Nella seconda parte sarà trattata la relazione possibile tra il vulcano Bardarbunga, Hamariin e Grimsvotn, anche qui aree di grande instabilità.






lunedì 6 febbraio 2017

ISLANDA: KATLA, UN KILAUEA COPERTO DALLE NEVI


Dall'estate scorsa il vulcano Katla ha manifestato continui segnali di essere pronto a una nuova fase eruttiva. (tag: Katla)
Riassumendo in breve: l'attività sismica, molto maggiore rispetto a quella del 2011 è stata pressochè molto superficiale, con profondità inferiore di 100 metri e decine di scosse di terremoto aventi magnitudo tra 3.0 e 4.5.
I terremoti con magnitudo inferiore a 3.0 sono stati svariate centinaia, collocati sia sulla sommità del vulcano sia nell'area circostante il vulcano.
L'attività sismica in generale è stata la maggiore dal 1977.
Un'aumento dell'attività geotermica si è registrato nell'aumento dell'acqua da disgelo glaciale durante l'estate, direttamente seguente le scosse di terremoto.
Eppure ancora non si sono manifestati realmente segnali di un'eruzione.
Questo è estremamente normale per un vulcano che non manifesta eruzioni dal 1918, sempre che la datazione sia esatta e non ne sia o avvenute in seguito.
Dagli anni '80 si è registrata una lenta ma costante inflazione dell'edificio vulcanico, a causa dell'aumento costante della massa magmatica interna il vulcano e un progressivo ampliamneto della stessa camera magmatica.
La realtà è che il vulcano è effettivamente pronto ad eruttare ma la pressione sottostante non è ancora riuscita a trovare uno sfogo verso la superficie.

Questo mostra che ci sono due fatti positivi: il primo indica che il magma accumulato è di tipo basaltico, tipico di vulcani come il Kilauea alle Hawaii, il secondo che il sito della prossima eruzione potrebbe spostarsi in un cratere secondario lungo le pendici del complesso vulcanico, ovvero dove il magma accumulato in profondità trova una via più facile.
Questo è il caso dove nei giorni scorsi si è registrata una sequenza di terremoti di bassa intensità ad una profondità di 8-9 chilometri, nel settore orientale del vulcano.

Lo scenario di una possibole eruzione in quel settore è quello di una grande emissione di lava, paragonabile come dimensioni a quella del Bardarbunga nell'eruzione 2014-2015 con possibili conseguenze sul ritiro glaciale e addirittura la possibilità che i flussi lavici raggiungano la spiaggia, arrivando al mare.
La parte peggiore di tutta questa storia sta nel fatto che se un'eruzione di tipo effusivo si sviluppasse sulla sommità coperta da un'abbondante strato di neve e ghiaccio il risultato sarebbe un'immediata fusione dello strato glaciale con disastrose inondazioni lungo i fianchi del vulcano.
L'interazione tra l'acqua derivante dalla fusione glaciale e il magma con temperature attorno a 1400 C° produrrebbe delle esplosioni di vapore, dette eruzioni freatomagmatiche, capaci di produrre colonne di vapore e cenere ad altezze di migliaia di metri.

Questo sarebbe un'effetto a breve termine ma assai piuttosto disastroso in quanto tali eruzioni spesso hanno un potenziale paragonabile a quello delle eruzioni pliniane, tipiche dei vulcani a magma riolitico estremamente denso.
Se il Katla avesse avuto una simile tipologia di magma l'eruzione si sarebbe manifestata con molto minore preavviso e vista la massa glaciale che lo ricopre sarebbe stata catastrofica, per l'agricoltura islandese.

domenica 5 febbraio 2017

ISLANDA: SI STA FORMANDO UN CRATERE SECONDARIO SUL KATLA?


Una sequenza di decine di terremoti a bassa magnitudo (0.5-1.0) si è verificata sul settore orientale alla base di Katla, tra il 4-5 febbraio.
La profondità di questi terremoti era tra gli 8 e 9 chilometri.
Questo fenomeno sembra provocato dallo spostamento del magma verso una strada alternativa nel condotto vulcanico.
La foto soprastante mostra come tutto ciò sia già avvenuto più volte in passato.

Ulteriori scosse di terremoti tra magnitudo 2.0 e 1.5 sono avvenute anche sulla sommità a profondità tra i 4 e 0.5 chilometri.
Nulla di nuovo emerge dai dati ma lo sciame sismico ad est potrebbe essere un'area in cui la risalita del magma ha trovato la strada più facile.
Non resta che attendere l'evoluzione del fenomeno.

giovedì 2 febbraio 2017

AUMENTO DELLE ERUZIONI EFFUSIVE?


L'eruzione iniziata il 31 gennaio alle 19.40 ora locale, presso il Piton de la Fournaise, isola di La Reunion, a est del Madagascar, sta continuando.
Il tremore vulcanico (indicatore dell'intensità eruttiva) è mantenuta a un livello medio e può fluttuare.

Sulla superficie questo si traduce in fluttuazioni del livello delle fontane di lava da venti metri di altezza a cinquanta metri.

Le alte tensioni che accompagnano la risalita del magma verso la superficie nel giorno 31 gennaio hanno portato alla formazione di fessure eruttive.
E' difficile sapere quanto durerà, ma tale vulcano alterna sempre fasi di stabilità con intense fasi eruttive.
Spostandoci più a ovest, all'interno del Continente Africano, in Etiopia, si osserva come il vulcano Erta Ale sia altrettanto in un periodo di forti cambiamenti dove le enormi masse di magma che spingono dal basso verso l'alto hanno portato alla formazione di nuove fratture eruttive e portato alla tracimazione del lago di lava all'interno della caldera del vulcano.

Erta Ale è stato attivo per più di 100 anni, ha cominciato a fratturasi quando la lava nei suoi laghi fusi ha cominciato a salire.
Le immagini della NASA hanno rivelato che nuove spaccature hanno iniziato serpeggire nella loro strada attraverso il terreno vulcanico portando alla risalita dei flussi lavici.

Le fratture ora stanno cominciando a lacerare il terreno vulcanico e gli scienziati locali della Università di Addis Abeba stanno ora studiando le crepe per capire il fenomeno.
Dal 2005 ad oggi l'attività vulcanica sembra essere in aumento.

Nel 2005 in Etiopia, durante un'intensa attività sismica si è aperta un'enorme frattura-
I geologi sono rimasti davvero sorpresi di quanto velocemente si è sviluppata, una spaccatura lunga 60 chilometri si è aperta in Etiopia.
Esso si è verificato nel corso di un paio di giorni, nel 2005, e la spaccatura è ancora in espansione.
Secondo notizie recenti, in particolare quelli presso l'Università di Addis Abeba, in Etiopia, la spaccatura è in costante espansione.
Cynthia Ebinger, un geologo presso l'Università di Rochester a New York, non poteva credere a quello che si diceva dai deserti dell'Etiopia.
E 'stata un impiegato presso una società Mineralogia - e ha riferito che il famoso vulcano Erta Ale nel nord-est dell'Etiopia è stato in eruzione.

Ebinger, che ha studiato il vulcano per anni, è stato preso alla sprovvista. Il cratere del vulcano era sempre riempito con una massa ribollente di lava argento-nero, ma era stata decenni dalla sua ultima eruzione.
La terra è in subbuglio nel nord-est dell'Africa, e la regione sta cambiando rapidamente. Il pavimento del deserto trema e si frattura.
In Africa, i ricercatori sono certi, si sta dividendo oltre ad un tasso raramente visto in geologia.
Ma nella depressione della Dancalia, nella parte settentrionale della valle, l'oceano potrebbe arrivare molto prima.
Lì, basse colline, a 25 metri (82 piedi) sono l'unica cosa che trattengono le acque del Mar Rosso.
La terra dietro di loro si è già abbassata decine di metri dal livelli precedenti e depositi di sale bianchi sul pavimento del deserto testimoniano invasioni del mare nel passato del mare.
Ma la lava ha ben presto soffocato il suo accesso.
Per ora, nessuno può davvero dire quando il mare finalmente inonderà il deserto.
Ma quando lo fa, spotrebbe andare in fretta. "Le colline potrebbe affondare nel giro di pochi giorni," afferma Tim Wright, un ricercatore presso l'Università di Leeds 'Scuola di Terra e Ambiente, in una conferenza organizzata dalla American Geophysical Union (AGU) a San Francisco.
Negli ultimi anni, la trasformazione geologica del nord Africa ha "accelerato in modo drammatico", dice Wright. Infatti, il processo va molto più veloce di quanto molti avevano previsto.
Negli ultimi anni, i geologi avevano misurato pochi millimetri di movimento ogni anno. "Ma ora la terra si sta aprendo al metro", dice Loraine Field, studioso presso l'Università di Bristol che ha anche partecipato alla conferenza.
Scosse telluriche causano profonde fessure nel deserto e la terra in Africa orientale sconvolgendola come vetro rotto.
I ricercatori nel Golfo di Tagiura, che si protende nel Gibuti dal Golfo di Aden, hanno registrato una raffica di scosse sismiche. "I terremoti stanno accadendo sulla dorsale medio-oceanica", riferisce Ebinger.
La lava sgorga da fessure in questi intervalli dai vulcani sottomarina per creare continuamente nuova crosta terrestre - quando si indurisce, diventa parte del fondo del mare.
Con il magma che si accumula verso l'alto, si diffonde il fondo dell'oceano su entrambi i lati, spostando placche tettoniche e causando tremori.

Negli ultimi mesi, il tremore nel Golfo di Tagiura è stato sempre più vicino alla linea di costa.
Come spiega Ebinger, la scissione del fondo oceanico si estende progressivamente alla terra ferma.
Questo è già il caso lungo alcune linee di faglia nel deserto etiope, creando uno spettacolo geologico che può altrimenti essere assistito solo in profondità sotto la superficie dell'oceano.
Anche il modello di terremoti supporta la conclusione che il paesaggio del deserto sta trasformando il fondale marino profondo, secondo un recente articolo sul Journal of Geophysical Research pubblicato da Zhaohui Yang e Wang-Ping Chen, due geologi presso la University of Illinois a Urbana- Champaign.
I ricercatori hanno registrato diversi terremoti forti a bassa profondità nel nord-Africa, simili a quelle che sono altrimenti visibili solo su dorsali medio-oceaniche in alto mare.
Negli ultimi mesi, i ricercatori hanno anche registrato una forte sequenza nell'attività vulcanica.
In effetti, i geologi hanno scoperto eruzioni vulcaniche vicino la superficie della terra in 22 posti nel triangolo di Afar nel nord-est dell'Africa.
Il magma ha causato crepe fino a otto metri (26 piedi) di larghezza nel terreno, riporta Derek Keir presso l'Università di Leeds.
Mentre la maggior parte del magma rimane sotto la superficie, in luoghi come Erta Ale ha raggiunto la superficie.
Gli scienziati hanno anche osservato che il tipo di magma che ribolle nella regione è il tipo altrimenti visto solo dalle dorsali medio-oceaniche in profondità sotto la superficie dell'acqua.
Una delle sue caratteristiche distintive è una bassa percentuale di acido silicico.
Il magma che esce di Erta Ale ha la stessa composizione chimica con il tipo che emerge dai vulcani di alto mare.
L'intera regione somiglia sempre un fondo dell'oceano - senza acqua.
Il nuovo scoppio di attività è iniziata nel 2005 , quando una frattura di 60 chilometri improvvisamente si è formata nella Depressione di Afar.
Da allora, circa 3,5 chilometri cubi di magma sono scaturiti, secondo Tim Wright - sufficiente a coprire l'intera area di Londra per l'altezza di una persona media.
Dal punto di vista geologico, la velocità con cui il magma sta spingendo avanti è sorprendente.
Sta incanalando la sua strada attraverso la roccia sotto la superficie della terra a velocità fino a 30 metri al minuto, riporta Eric Jacques presso l'Istituto di Fisica della Terra di Parigi.
Le misurazioni satellitari attestano le conseguenze: in un tratto di 200 chilometri che zampilla con il magma, il terreno si presenta come l'asfalto in una calda giornata estiva.

Il magma è anche messa in comune sotto il vulcano Dabbahu nel nord dell'Etiopia, afferma Lorraine Campo da San Francisco.
I dati satellitari hanno anche dimostrato che un'area molto più grande è stato segnato da fratture di quanto precedentemente supposto, dice Keir.
Correnti sotterranee di magma hanno anche portato le temperature del suolo a picco in Egitto orientale, afferma una squadra di geologi da Istituto Nazionale di Ricerca in Egitto di Astronomia e Geofisica in Sismologic Research Letters. Alla conferenza AGU, della Columbia University James Gaherty ha riferito che le eruzioni di magma hanno strappato un taglio di 17 chilometri nel pavimento del deserto nella parte settentrionale del Malawi e che la pressione laterale ha anche sollevato la terra circostante fino a 50 centimetri (20 pollici) in alcuni punti.
L'impennata più violenta di magma in questi ultimi anni, però, è accaduto in un luogo inaspettato.
Nel maggio 2009, un vulcano sotterraneo, si è risvegliato in Arabia Saudita.

Un forte terremoto di magnitudo 5.7 è stato accompagnato da decine di migliaia di scosse più lievi costringendo 30.000 persone a cercare riparo.
Magma ha eruttato fuori dal terreno in un'area delle dimensioni di Berlino e Amburgo afferma Sigurjon Jonsson dal Re Abdullah University of Science and Technology nel corso della riunione AGU.
Il fatto che l'eruzione ha avuto luogo circa 200 chilometri (124 miglia) di distanza dalla linea di faglia in Nord Africa "ha sorpreso tutti noi", dice Cynthia Ebinger.
E il più grande cantiere geologico del mondo continua ad espandersi.
Loraine Field conferma che sempre più magna sta spingendo la sua strada verso la superficie della terra, aggiungendo che: ". La camera magmatica si sta caricando"
David Ferguson dell'Università di Oxford prevede un considerevole aumento eruzioni vulcaniche e terremoti nella regione nel prossimo decennio.
Essi, dice, "sarà di sempre di più grande intensità."


Nel 2011 l'attività vulcanica in Etiopia è aumentata ulteriormente quando il vulcano Nabro, del quale non aveva avuto nessuna eruzione storica, si è risvegliato eruttando grandi quantità di lava e biossido di zolfo nell'atmosfera per diversi mesi.
I cambiamenti di Erta Ale in Africa orientale potrebbero essere solo la fase iniziale di una serie di fasi eruttiva in altre aree appena descritte.
Spostandoci ora alle Hawaii, un'interessante cambiamento nella struttura eruttiva del vulcano Kilauea-Mauna Loa è in atto da alcuni mesi.
Il Kilauea è in eruzione ininterrotta da ormai 33 anni, nel dicembre scorso una grossa porzione del complesso vulcanico del Kilauea che è crollato in mare in seguito ad una forte eruzione, provocando enormi onde.
Da allora quello che si osserva in quell'area è una vera e propria cascata di roccia liquida che da ormai un mese si sta riversando al largo della costa.



Viene da chiedersi quanto si stia riscaldando la superficie marina in quell'area.

Quello che sorprende tuttavia è il fatto che nonostante ad avere la fase di attività più intensa sia il Kilauea, il suo vulcano vicino Mauna Loa, da ormai diversi anni sta mostrando una costante inflazione a causa di un'aumento della massa magmatica interna oltre ad aver registrato anche nel corso dell'anno una sempre più intensa attività sismica.
A quanto ammonta la risalita di magma all'interno delle Hawaii?




mercoledì 1 febbraio 2017

OCEANO PACIFICO: GRANDE ERUZIONE SOTTOMARINA AL LARGO DELLE ISOLE TONGA


Un'eruzione vulcanica sottomarina in tutto l'arcipelago di Tonga è stato appena scoperto dalla scansione di immagini satellitari.
Negli ultimi due anni, geomorfologo dottor Murray Ford dell'Università di Auckland ha usato immagini satellitari per monitorare l'evoluzione di un'isola di cenere e frammenti di roccia, creato da una eruzione nel mese di dicembre 2014 / gennaio 2015.
Durante una digitalizzazione di immagini, il 31 gennaio, 2017, ha osservato un grande pennacchio di 30 km per 20, non lontano dall'isola formata e a solo 33 km da Tongatapu, l'isola principale di Tonga. L'immagine è stata scattata dal satellite USGS / NASA Landsat 8 il 27 gennaio.
Il pennacchio sembra provenire da un luogo che è stato il sito di eruzioni nel 1911, 1923, 1970 e 12.1998 / 01.1999.
Secondo Brad Scott / GNS, il satellite della NASA EOS-Aura non avrebbe rilevato alcun firma di gas vulcanici nell'atmosfera ma le eruzioni vulcaniche sottomarine sono spesso rilevate un istante dopo l'evento.

Fonte:http://www.earth-of-fire.com/2017/02/eruption-at-la-fournaise-and-in-the-tonga-archipelago.html

martedì 31 gennaio 2017

SICILIA: POSSIBILE ERUZIONE LATERALE DELL'ETNA


Recentemente una modesta fase eruttiva è nuovamente iniziata sul vulcano Etna, in Sicilia, questo di per se non rappresenta nulla di nuovo dal momento che il vulcano è costantemente attivo.

Quello che tuttavia è interessante è uno sciama sismico molto intenso che si sta verificando sul fianco sud-ovest del vulcano.
Il 30 gennaio, uno sciame sismico è stato registrato sul versante sud-ovest dell'Etna. Tra la mattina e 00:45 locali, sono state registrate 60 scosse, di magnitudo tra 2.1 e 3.5 max. (Più alto al 10:51 locali) che interessano la città di Ragalna - M.Parmentelli - M.San Leo, ad una profondità che varia tra i 10 ei 15 km.

L'attività sismica ha continuato poi, ma non è accompagnata da anomalie dei parametri geofisici, in particolare l'ampiezza del tremore vulcanico, che è rimasto fermo a livelli bassi negli ultimi mesi, la attività esplosiva che segna la sella tra i crateri sud-est è rimasta moderata.

"È possibile che questa è la spinta di profonda magma che causa questo tipo di attività sismica, con il sistema di alimentazione a pressione. In passato, si è spesso osservato un fenomeno simile poche settimane o mesi prima di evento eruttivo più importante in termini di crateri sui fianchi del vulcano. Non si può dire, per ora, che questo sciame di terremoti è un precursore di una futuro eruzione laterale, anche se ovviamente tale eruzioni succedono prima o poi, come è sempre accaduto sull'Etna ", ha detto lo scienziato Boris Behncke.

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