giovedì 29 gennaio 2015

ISLANDA: L'ATTIVITA' DI BARDARBUNGA IN CALO DA UN LATO IN AUMENTO DALL'ALTRO


Niente di grave è quello da segnalare nell'ultimo aggiornamento sull'eruzione di Holuhraun.
Si continua alla stessa fase di prima.
Sta lentamente diminuendo nel corso delle ultime settimane e continua a farlo.
Ci sono ragioni complesse per questo, ma una cosa è chiara.
Questa eruzione sta per finire un giorno.
La dimensione della lava non è chiaro che il momento.
Il volume è ora circa 1,4 km³ secondo le notizie.
I calderoni nel ghiacciaio, sopra il bordo caldera del vulcano Bárðarbunga sono stati sempre più in profondità nel corso delle ultime settimane.
Ciò significa che l'attività idrotermale in tali aree è in aumento con la presenza di magma in profondità.
Questo suggerisce anche che la quantità di magma a quella profondità superficiale è in aumento.
Se sta per eruttare non è chiaro al momento, ci sono però attualmente maggiori probabilità che stia stia per fare così, piuttosto che no.

Fonte:http://www.jonfr.com/volcano/?p=5434

mercoledì 28 gennaio 2015

2014-2015: LA PIU' GRANDE ERUZIONE DAI TEMPI DEL LAKI


Il Bardarbunga è uno stratovulcano subglaciale situato sotto la cappa di ghiaccio del Vatnajökull, il più vasto ghiacciaio islandese.
La seconda montagna più alta del paese coi suoi 2009 m, il Bárðarbunga fa parte di un mastodontico sistema vulcanico lungo circa 200 km e largo 25 km.
Nella storia di questo vulcano ci sono state grandi eruzioni ogni 250-600 anni.
Nel 1477 ci fu la più grande eruzione del Bárðarbunga con un Indice di esplosività vulcanica pari a 6; ci sono prove di molte eruzioni meno potenti durante gli ultimi 10000 anni.
La caldera è di circa 80 chilometri quadrati, fino a 10 km di larghezza e circa 700 metri di profondità.
I bordi circostanti salgono fino a 1.850 metri, ma la base è in media vicino a 1.100 metri.
Il vulcano è ricoperto di ghiaccio con una profondità di 850m celando quindi il suo cratere.
L'attività sismica sostenutq si è verificato sul Bárðarbunga per alcuni anni solo di recente la quale nell'agosto del 2014 portò all'inizio dell'attuale eruzione, la precedente eruzione fu nel 1910.
Vi è stata frequente attività vulcanica fuori il ghiacciaio più a sud-ovest negli altopiani tra Vatnajökull e Mýrdalsjökull, anche al nord-East verso Dyngjufjöll.
Negli ultimi sette anni l'attività sismica è stata gradualmente aumentando sul Bárðarbunga e lungo il sistema di fratture a nord del vulcano.

Questa attività è diminuita dopo l'eruzione del vulcano Grímsvötn nel maggio 2011, la sua più grande da 140 anni, ma successivamente è tornata ad un livello come a quello prima dell'eruzione.
Nel mese di agosto 2014, uno sciame di circa 1.600 terremoti in 48 ore, con magnitudo fino a 4.5 M è stata seguita il 23 agosto dall'USGS che ha sollevato il codice di allarme da arancione a rosso, che indica una eruzione in corso.
Il giorno seguente, l'allarme è stato abbassato dal rosso all'arancione e la dichiarazione che ci fosse una eruzione in corso è stata ritirata.
Tuttavia, le osservazioni più tardi aeree di depressioni glaciali a sud-est del vulcano ha suggerito che il rapporto ormai ritirato di una eruzione era stato corretto e che una breve eruzione si era verificata sotto il ghiaccio, ma la mancanza di ulteriore fusione indicava che questa eruzione era cessata.

Poi, una nuova eruzione lineare di frattura ha violato la superficie tra le caldere Bárðarbunga e Askja, nel Holuhraun formando un campo lavico nelle prime ore del 29 agosto.
Questa è stata seguita da una seconda eruzione fenditura nella zona di Holuhraun, lungo la stessa fessura vulcanica, che ha iniziato poco dopo 04:00, il 31 agosto.

Si è spesso ritenuto che l'ultima eruzione del vulcano Bardarbunga risalisse al 1910, ma la scarsita di documentazione scientifica oltre che di testimonianze al riguardo lasciano presumere il fatto che in realtà quella sia stata un'esplosione subglaciale, causata dallo scioglimento di acqua glaciale entrata a contatto con rocce estremamente calde all'interno del sistema vulcanico.
Di conseguenza l'ultima eruzione di cui si hanno documentazioni scientifiche accertate risale al 1797.
Tuttavia l'inizio dell'eruzione e il suo attuale svolgersi da ormai diversi mesi con l'emissione di lava basaltica e vastissime quantità di anidride solforosa, sembra indicare che attualmente stiamo attraversando solo la fase più tranquilla dell'attività del vulcano mentre nei prossimi anni la sua attività rischia di diventare estremamente violenta.
Per comprendere il problema alla radice però dobbiamo andare a osservare la situazione prima che iniziasse l'attuale fase iniziale dell'attività del Bardarbunga, vale a dire i segni premonitori che ci fanno indicare che una elevata percentuale di magma si era accumulata su una area sotto la superficie islandese, la cui pressione lentamente stava trovando sfogo verso l'alto in diversi punti, tra i quali possiamo osservare il vulcano Grimsvotn e altri sistemi vulcanici che ancor prima che iniziasse la crisi sismica del vulcano Bardarbunga avevano manifestato un'elevata attivitù idrotermale a poco tempo gli uni dagli altri.
Un'altra sorpresa, anche se la maggior parte di chi osservava non ci ha fatto caso, è arrivata nell'estate del 2013.

Visualizzazione ingrandita della mappa
Il vulcano Hofsjökull è il più largo vulcano in Islanda ha una caldera di 11x7 chilometri.
Il vulcano ha avuto prime eruzioni Olocene, con formazione di un vulcano a scudo e fessure basaltiche che si estendono dal ghiacciaio.
La sua ultima eruzione è sconosciuta ma nell'estate del 2013 c'è stata un'inondazione glaciale, causata da un'aumento dell'attività geotermica del vulcano.
Ci sono state segnalazioni di odore di zolfo e acqua insolitamente colorata che usciva dal ghiacciaio del Hofsjökull verso il nord-ovest.

Visualizzazione ingrandita della mappa
Anche il sistema vulcanico del Kverkfjöll ha manifestato il medesimo tipo di attività, accompagnato addirittura da un'esplosione freatica.

Alcune scosse di terremoto si sono svolte sotto il vulcano, a una profondità che potrebbe indicare il movimento del magma (9,1 km).
L'esplosione freatica è stata anch'essa accompagnata da una minore inondazione glaciale.

Visualizzazione ingrandita della mappa
La terza inondazione glaciale invece arrivò da un sistema vulcanico a sud del ghiacciaio Vatnajokull, chiamato Skaftá.

Il calderone occidentale che si scarica nel fiume Skaftár era riempito fino all'orlo. Il calderone occidentale normalmente soffre di jokulhlaups più piccoli rispetto al calderone orientale.
Le caldaie sono piccole caldere di ghiaccio che si formano quando le strutture del sistema vulcanico Loki-Fögrufjöll ed i laghi di ghiaccio sono spinti da una forte attività idrotermale.
Già nel 2012 un'altro sistema vulcanico collocato in prossimità del vulcano Bardarbunga aveva cominciato a manifestare un significativo aumento dell'attività sismica nella quale in seguito risultò essere causata da un'intrusione del magma all'interno dell'apparato vulcanico.

Questo non è il vulcano più conosciuto in Islanda, inoltre, non ha eruttato negli ultimi almeno 10.000 anni.
Normalmente questo vulcano non ha nessun terremoto e rimane tranquillo.
L'ultima attività di terremoti era nel 1996 in relazione all' attività del vulcano Grímsmvotn in quell'anno.
Questo vulcano è chiamato Tungnafellsjökull, si osservi la mappa sottostante per comprendere la sua reale vicinanza al vulcano Bardarbunga.

Un'ulteriore fatto che ci segnala che sotto l'Islanda nel corso degli anni l'attività dei suoi vulcani sembra essere cambiata, se non diventata più violenta o prolungata sono state le ultime tre eruzioni vulcaniche avvenute nel 2010-2011 e 2014, le quali ognuna di esse ha battuto un suo record storico.

Iniziamo con l'eruzione del vulcano Eyafjallajokull nel sud dell'Islanda nel maggio 2010.
Il vulcano ha iniziato ad eruttare nel periodo di marzo dopo 187 anni di inattività continuando ad espellere cenere e disturbando i voli aerei per mesi prima di entrare in un nuovo periodo di riposo.
Il 15 aprile la presenza di una nube di ceneri vulcaniche emessa dal vulcano ha portato alla chiusura degli spazi aerei e di vari aeroporti di alcuni paesi dell'Europa centro-settentrionale: Regno Unito, l'Irlanda, la Danimarca, la Norvegia, il Belgio, la Francia, la Germania, la Svizzera, la Svezia, la Polonia, l'Estonia, la Lettonia, la Rep. Ceca, l'Austria, l'Ungheria, la Romania, la Spagna e l'Italia.

Nel maggio 2011, assistiamo all'improvviso risveglio di un'altro vulcano, in prossimità del Bardarbunga e collocato sotto la calotta glaciale del Vatnajokull.

L'eruzione è stata più intensa di quella del Eyafjallajokull, e come hanno confermato gli scienziati la più intensa di questo vulcano da almeno 140 anni, con colonne di cenere a 20 chilometri di altezza, con la differenza di essere durata solo poche settimane, tuttavia si nota chiaramenteuna strana coincidenza tra un vulcano che non si risveglia da quasi due secoli e un'altro l'anno successivo che si risveglia con l'eruzione più potente da oltre un secolo.
Se due coincidenze fanno un indizio, tre sono una prova quando osserviamo nel dettaglio l'eruzione del vulcano Bardarbunga.
Quando a ferragosto del 2014 ebbe inizio la crisi sismica che stava portando al suo imminente risveglio segnali di una vasta intrusione magmatica, inflazione del suolo e potenti scosse di terremoto con magnitudo superiore al terzo grado si fecero sentire ben in tre ravvicinati sistemi vulcanici, oltre al Bardarbnga: Askja, Grimsvotn e Kverkfjoll.
Una relazione tra l'attività vulcanica del Bardarbunga e quella del vulcano Grimsvotn fu visibile anche poco dopo l'inizio dell'attuale emissione lavica, durante il periodo di settembre.


Nell'immagine dal satellite si evince la distanza tra il sistema vulcanico del Bardarbunga e in basso la caldera del vulcano Grimsvotn.
Le scosse di terremoto hanno evidenziato che l'attività magmatica in atto all'interno del vulcano Bardarbnga aveva cominciato ad interagire anche all'interno del vulcano Grimsvotn anche qui inizialmente con sciami di scosse di terremoto a cui è successivamente subentrata un'inflazione del suolo da parte di quest'ultimo, a causa dell'aumento della pressione del magma interno.

Successivamente nel periodo di settembre l'inflazione del vulcano Grimsvotn era diventata tanto rapida, quanto inaspettata, al punto che sembrava che il vulcano fosse in procinto di eruttare.

Immagini delle variazioni delle misurazioni GPS
In seguito la situazione si è calmata quando il volume di magma ha cominciato a spostarsi verso nord, tuttavia l'attività sismica si spostò inizialmente sul vulcano Kverkfjoll, il quale come abbiamo visto in tempi recenti aveva già avuto un'esplosione subglaciale, per poi diffondersi verso nord fino al vulcano Askja dove in pare secondo alcune speculazioni che il magma del Bardarbunga sia entrato in contatto con quello del vulcano Askja, dove si assistette anche qui ad un'aumento dell'attività sismica con numerose scosse di magnitudo 3 e superiori che portarono il vulcano ad "allerta giallo".

Si noti nella cartina soprastante la distanza tra Grimsvotn, Bardarbunga e Askja.

Si osservi sotto l'andamento dell'attività sismica da agosto 2014 a gennaio 2015.





Da queste immagini in sequenza da agosto 2014 a gennaio 2015 si può osservare il comportamento dell'attività sismica del vulcano.
Inizialmente si comprende come per scatenare una tale vasta attività sismica che ha coinvolto una vasta regione dell'Islanda fosse necessaria una grandissima quantità di magma sotterraneo che cercava uno sfogo eruttivo in superficie.
Tutto ciò sembra farci dedurre quando questi vulcani siano connessi da enorme giacimento magmatico in profondità il quale a sua volta alimenterebbe le camere magmatiche di ciascuno di essi.
Successivamente però, mano a mano che l'attività sismica si fa sempre meno diffusa ma comunque intensa, osserviamo come quest'ultima si sia mantenuta stabile principalmente sui bordi circostanti la caldera del vulcano Bardarbunga, sul vulcano Askja, su una fessura secondaria chiamata "Holuhraun", del vulcano Bardarbunga dove da mesi sta avvenendo l'effusione di una massiccia quantità di lava e ora su un'altro sistema vulcanico a ovest di Bardarbunga chiamato: Tungnafellsjökull.

Parliamo adesso della fessura chiamata Holuhraun, dove ha avuto sfogo l'emissione magmatica.
Holuhraun è il sito di una continua eruzione vulcanica che ha avuto inizio il 29 agosto 2014 e ha ora prodotto un campo di lava di più di 85 km 2.
Il ghiacciaio Dyngjujökull, che fa parte del Vatnajökull, è immediatamente a sud.
Holuhraun è a circa 15 km (9,3 miglia) a sud della caldera Askja e il Bárðarbunga vulcano è a 41,39 km a sud-ovest.
Fino al 2014, la superficie del campo lavico era di un flusso di lava più vecchia, che era scoppiata da una frattura associata ad Askja nel 1797.

Come si evince dall'attività sismica nell'immagine in alto, la quale mostra una tendenza lineare con il ghiacciaio prima di arrivare all'emissione lavica di Holuhraun, alcune eruzioni minori sono già avvenute sotto la coltre glaciale senza tuttavia riuscire a raggiungere la superficie, tuttavia il rischio che la frattura lunga almeno due chilometri si espanda ulteriormente è alto e se avvenisse potrebbe causare delle vere e proprie gigantesche inondazioni da fusione glaciale chiamate Lahar.
Nel frattempo l'emissione di roccia fusa dalla frattura prosegue ormai da mesi andando a coprire una superficie di chilometri quadrati sempre più vasta e uno spessore ormai in alcuni punti di svariate decine di metri.
Ebbene ecco la terza prova di cui stavamo prima facendo menzione, il fiume e l'estensione della superficie islandese sepolta dal flusso di roccia fusa sono i più grandi visti in Islanda dai tempi dell'eruzione del Laki-Grimsvotn nel 1783-1784, vale a dire oltre 230 anni.

Dal mese di agosto dello scorso anno, la lava che scorre fuori del sistema vulcanico del Bárðarbunga è diffusa su un totale di 32 miglia quadrate (84 kmq), secondo Earth Observatory della NASA. Questo lo rende il più grande flusso di lava dal momento che nel 1783-1784 l'eruzione del Laki-Grimsvotn cancellò fuori il 20 per cento della popolazione dell'Islanda (e ucciso fino a otto milioni di persone in tutto il mondo).
Gli scienziati dell'Università di Islanda dell'Istituto di Scienze della Terra ritengono che lo spessore della lava sulla parte orientale del campo a circa 10 metri (33 piedi) di spessore, il centro a 12 metri, e la parte occidentale a 14 metri.
La loro analisi preliminare ha messo il volume di lava a 1,1 chilometri cubi, sufficienti per considerare l'eruzione un'inondazione di basalto.

Sebbene quella che stiamo osservando si tratta di un'eruzione a carattere effusivo, molto simile a quella del vulcano Kilauea, l'emissione di anidride solforosa nell'atmosfera è enorme, più del doppio della quantità vomitata da tutti ciminiere in Europa, a dimostrae quanto siamo ingnificanti rispetto alle forze della natura.
Secondo l'islandese National Broadcasting Service, RUV, da circa 40.000 a 60.000 tonnellate di anidride solforosa vengono eruttate fuori dal Bárðarbunga ogni singolo giorno.
Non è escluso che una simile quantità di andride solforosa dispersa nell'atmosfera nell'arco di tutti questi mesi possa portare a significativi effetti a livello climatico, sebbene la colonna di cenere dell'eruzione non abbia raggiunto la stratosfera.
E' probabile che l'emissione lavica possa andare avanti ancora per diversi mesi ma anche se si interrompesse questa sarebbe il pericolo minore in arrivo dalla caldera del vulcano Bardarbunga.

La ragione per la quale l'attività sismica attorno alla caldera del Bardarbunga si mantiene tanto elevata con scosse di magnitudo variabile tra 3.0 e 5.0 è causata dal fatto che la caldera stesse sta lentamente collassando su se stessa, mentre all'interno del vulcano la pressione del magma stesso sta aumentando sia per il fluire di magma fresco all'interno di esso sia per il peso sovvrastante.
Si tratta di una pressione titanica in equilibrio tra il peso della caldera stessa sommato con quello di 800 metri di ghiaccio che la ricoprono, più la pressione magmatica sottostante in aumento man mano che la subsidenza della caldera aumenta con il passare dei mesi.
Il collasso del fondo della caldera di Bardarbunga con la sua sommità ricoperta da 800 metri di ghiaccio accertati lo si può osservare da numerosi fattori quali ad esempio la misurazione GPS della subsidenza del suolo e con la fratturazione verso il basso della coltre di ghiaccio che la ricopre.



Secondo gli ultimi dati che si sapevano al riguardo il fenomeno aveva ormai raggiunto una profondità di 35 metri-40 metri e questo spiegherebbe perchè nelle ultime sequenze l'attività sismica sembri essere in aumento lungo il bordo della caldera, mentre l'intensità dell'emissione del flusso di lava nella frattura denominata Holuhraun è decresciuta notevolmente, sebbene rimanga ancora molto attiva.
È stata osservata anche la notizia che i calderoni nel ghiacciaio in cima al vulcano Bárðarbunga sono diventati sempre più profondi in ultime settimane, questo significa che l'area sulla sommità del vulcano è sempre più caldo.
Ciò significa che il magma è salito lungo il bordo della caldera e riscaldato la crosta.
Questo è importante in quanto il magma non può riscaldare la crosta in questo modo a meno che non sia superficiale, meno profondo di 2 km e in alcune aree meno di 1 km.
Una ragione per cui l'eruzione di Holuhraun potrebbe essere venuta meno ad un'estremità è che il magma abbia trovato un nuovo e più facile percorso fino alla superficie.
Se ciò accadesse il collasso della caldera con le sue centinaia di metri di ghiaccio, a contatto con il magma nelle sue profondità potrebbe portare ad una fase più esplosiva dell'attività del vulcano: un'eruzione idromagmatica.
Si avrebbe quindi una violenta quanto massiccia emissione di ceneri verso l'atmosfera e lo scioglimento di vaste porzioni della calotta glaciale che ricopre il vulcano Bardarbunga.
Milioni di tonnellate di ghiaccio sciolte in pochi minuti trasformerebbero la caldera del vulcano in una pentola a pressione con l'emissione di vaste quantità di vapore.
Questa fase dell'attività del vulcano è stata prevista, quindi non ci sarebbe da sorprendersi se si avesse l'inizio di un'eruzione esplosiva nell'arco dei prossimi mesi, o addirittura anni se la caldera e l'attività del vulcano cominciassero a stabilizzarsi.
Un'altro fatto non meno importante da osservare nelle sequenze dell'attività sismica in alto è che primo: l'attività sismica si è mantenuta costante ed elevata in alcune regioni quali Askja e adesso a Tungnafellsjökull; secondo: lungo i bordi del Bardarbunga nelle ultime sequenze l'attività sismica sembra essersi espansa, con fenomeni di magniutudo minore o superiore a tre, questo potrebbe stare a significare che visto la pressione in aumento all'interno della camera magmatica del Bardarbunga, a causa dell'intrusione magmatica che continua all'interno del vulcano la camera magmatica stessa del vulcano potrebbe essere in espansione.
Di conseguenza se l'attività di Holuhraun cessasse, indubbiamente non sarebbe la fine dell'attività del vulcano Bardarbunga.
Se il vulcano stesso si stabilizzasse prima della futura eruzione è possibile che l'attività vulcanica stessa riprenda nella regione di Askja oppure nella regione, a quanto pare sempre più attiva, di Tungnafellsjökull, dove negli ultimi anni l'attività sismica sembra essere stata costatemente in aumento sebbene non si sia registrata nella zona alcuna eruzione da almeno 10.000 anni.

Per esempio il 13 gennaio un nuovo sciame sismico è iniziato nel vulcabno Tungafellsjökull.
I terremoti partivano da 13 km di profondità e andare fino a circa 2 km di profondità e sembra essere accertato che la causa dell'attività sismica fosse un'intrusione magmatica all'interno del vulcano.
Ci sono state alcune attività magmatiche all'interno del vulcano dalla fine del 2011 o all'inizio del 2012.
Queste attività hanno mostrato la presenza di una grande intrusione magmatica all'interno del vulcano.
Quando l'eruzione ad Holuhraun finisce, significa che l'eruzione a Holuhraun è terminata.
Il rifting che sta coinvolgendo questa zona è destinato a continuare per molto tempo dopo che l'eruzione è terminata.
I modelli suggeriscono che potrebbe migrare verso le fratture sud del Bárðarbunga.
Questo è difficile da prevedere con certezza, ma ci sono i dati (crepe nel terreno formate negli ultimi anni) che suggeriscono che una vasta area sta per dividersi.
Questo rifting sta per iniziare nuove eruzioni, sia brevi sia e lunghe, lungo questa zona.
Parte di questa zona a rischio eruzione è sotto il ghiacciaio Vatnajökull ghiacciaio.
E' anche impossibile sapere con certezza quanto tempo questo rifting è destinato a durare.
Episodi precedenti suggeriscono che i periodi attivi di questo tipo normalmente durano 5-10 anni.
A volte più brevi e talvolta più a lungo.
Non dobbiamo però dimenticare un particolare molto importante che connette le ultime 3 eruzioni in Islanda:
-Tra il 2010 e il 2015 abbiamo avuto eruzioni di particolare potenza che hanno infranto record storici superiori al secolo: Eyafjallajokull si è risvegliato dopo 187 anni di silenzio, prima stranezza; l'anno successivo, 2011, Grimsvotn si è risvegliato con la sua più potente eruzione da almeno 140 anni, seconda coincidenza; tra il 2014-2015 Bardarbunga, dopo la sua ultima eruzione risalente al 1797, si è risvegliato emettendo il più elevato volume di lava dai tempi della colossale eruzione del Laki, ossia 1783-1784, terzo indizio.
Non dobbiamo quindi dimenticare che in tempi relativamente recenti anche il vulcano Katla e Hekla hanno manifestato chiari segnali di essere in procinto di entrare in eruzione. (vedi qui)
Concludiamo con questa galleria di immagini dell'eruzione del vulcano Bardarbunga:













Fonti:
http://en.wikipedia.org/wiki/B%C3%A1r%C3%B0arbunga
http://www.volcanodiscovery.com/bardarbunga.html
http://www.jonfr.com/volcano/
http://www.jonfr.com/volcano/?p=639
http://volcanocafe.wordpress.com/2013/08/21/goddali-kverkfjoll-skafta-west-cauldron-iliwerung/
http://www.volcano.si.edu/volcano.cfm?vn=371090
http://www.volcanodiscovery.com/it/volcanoes/europe/iceland/hofsjoekull/
http://volcanocafe.wordpress.com/2013/08/21/goddali-kverkfjoll-skafta-west-cauldron-iliwerung/
http://volcanocafe.wordpress.com/2013/08/16/kickem-gumbo-ntv-riddle-9/
http://www.jonfr.com/volcano/?p=4096
http://it.wikipedia.org/wiki/Eyjafjallaj%C3%B6kull
http://www.jonfr.com/volcano/?p=2050
https://volcanocafe.wordpress.com/2014/08/20/bardarbunga-loves-grimsvotn-true/
https://volcanocafe.wordpress.com/2014/10/07/bardarbunga-the-elevator-to-hell/
https://volcanocafe.wordpress.com/2014/09/13/rapid-inflation-at-grimsvotn/
http://en.wikipedia.org/wiki/Holuhraun
iceagenow.info/2014/11/40000-60000-tons-sulphur-dioxide-spewing-bardarbunga-volcano-day/
http://www.dailykos.com/story/2014/09/08/1328206/-B-r-arbunga-How-Low-Can-It-Go#
http://www.jonfr.com/volcano/
http://www.jonfr.com/volcano/?p=5413
http://www.volcanodiscovery.com/view_news/33165/Hekla-volcano-Iceland-strong-inflation-suggest-volcano-could-be-close-to-erupting.html

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